Xmp intervista Daniela Castrataro


Daniela Castrataro è uno dei soci fondatori dell’Italian Crowdfunding Network. Ha iniziato a parlare di crowdfunding sul suo blog Crowdfunding Italia a fine 2011. È co-autrice dell’Analisi semestrale sulle piattaforme italiane di Crowdfunding. Ha recentemente pubblicato Crowdfunding – Come finanziarsi online. Introduzione al finanziamento collaborativo sul web (GreenBooks, 2014). 

daniela castrataro

Xmp: Benvenuta Daniela. Non parto con una domanda sul concetto di crowdfunding, che penso sia ormai piuttosto chiaro a molti. Ci sono però vari modelli di piattaforme: reward, donation, social lending, equity. Puoi spiegarci brevemente le caratteristiche di ognuna?

Daniela Castrataro: Il modello reward prevede, a fronte di ogni offerta, una ricompensa di carattere quasi sempre tangibile (un gadget, una cartolina…) ma mai di carattere monetario. Il modello donation è il più simile al fundraising online tradizionale, e generalmente non prevede ricompense a fronte di offerte di denaro, salvo ringraziamenti pubblici. Il social lending è un prestito tra pari (P2P lending) o tra individui e imprese (P2B), non intermediato da istituti finanziari o banche. L’equity è una nuova forma di investimento: consente a investitori professionali e non di comprare partecipazioni in aziende che pubblicano le proprie offerte online tramite piattaforme c.d. di equity-based crowdfunding.

Xmp: In italia esiste una distribuzione peculiare di questi diversi modelli, se comparata a quella, ad esempio, statunitense o di altri paesi europei?

Daniela Castrataro: In Italia prevale il social lending per quanto riguarda il volume di denaro (circa l’80% del denaro raccolto è mosso dalle piattaforme di lending) mentre per numero di piattaforme vince di gran lunga il reward. Anche a livello globale il Social Lending è quello che “raccoglie” di più. Per numero di piattaforme penso il primato spetti a quelle di reward, come in Italia.

crowdfunding_italia_castrataro

Xmp: Quindi viene utilizzato soprattutto per bypassare l’intermediazione bancaria, è corretto?

Daniela Castrataro: Si, e nel caso del prestito tra pari anche con un certo successo.

Xmp: Per chi voglia riuscire ad ottenere un finanziamento crowd, esistono fondamentali differenze di approccio a seconda si tratti di realizzare un prodotto tangibile, un servizio o un’opera creativa? Mi riferisco al modo di porsi al pubblico da cui si vorrebbe ottenere il finanziamento, ma anche alla tipologia di cf da preferire…

Daniela Castrataro: Direi che l’approccio di base deve essere quello proprio del web 2.0, ovvero teso alla collaborazione, alla community, alla condivisione di interessi comuni. Trasparenza, coinvolgimento e partecipazione. che si tratti di un prodotto tangibile, di un servizio o di un’opera creativa, sono ingredienti fondamentali in ogni caso. Non si fa cf per arricchirsi e basta, ma piuttosto per arricchire la community che ci sta intorno. Se si vuole fare cf per lanciare una startup si tenderà a scegliere un equity invece che un reward, al contrario se si vuole finanziare un’opera teatrale o un gadget tecnologico, il reward è il modello forse più adatto. Questo in generale, perchè le variabili sono tante e vanno considerate tutte.

Xmp: Quello della community è effettivamente uno snodo centrale. C’è una sorta di inversione del processo: bisogna prima crearsi un pubblico che sia disposto a pagare per un prodotto che ancora non esiste. Penso ad esempio al cinema indipendente: è fondamentale  riuscire a coinvolgere una community di affezionati disposti a pagare per una storia che ancora non ha visto la luce e che verrà raccontata solo ‘dopo’.

Daniela Castrataro: Esatto, ma non ci si deve concentrare sul “disposto a pagare”, quanto piuttosto sulla partecipazione del pubblico stesso al progetto, sul coinvolgimento dei finanziatori, che devono sentirsi in qualche modo partecipi e, ripeto, questo si ottiene con la trasparenza, con l’informazione, che nel web sono valute fondamentali.

crowdfunding

Xmp: Quindi il finanziamento monetario deve essere parte di una più ampia ‘esperienza di partecipazione al progetto’ offerta al proprio pubblico…

Daniela Castrataro: Sì. Fare crowdfunding per arricchire solo le proprie tasche non funziona. Ovviamente questo non sempre vale per il cosiddetto pre-sale model, ma in ogni caso bisogna essere bravi a coinvolgere il pubblico, informandolo quanto più possibile sull’evoluzione del progetto, altrimenti la fiducia cala e senza fiducia non si finanziano sconosciuti.

Xmp: In questo senso penso sia importante narrativizzare, rendere storia coinvolgente, anche lo stesso percorso di finanziamento del film, la sua stessa lavorazione, per rimanere all’esempio precedente. Lavori in Spagna e un esempio molto significativo in questo senso viene proprio da lì, mi riferisco a El cosmonauta, penso siano stati bravissimi a rendere avventurosa la stessa raccolta fondi.

Daniela Castrataro: Vero. Lo storytelling è molto importante. Saper raccontare rende più facile coinvolgere la gente. Inoltre il crowdfunding si basa molto sul passaparola e raccontare una storia al proprio pubblico significa anche metterlo nelle condizioni di ri-raccontarci, motivandolo a farlo.

Xmp: In Italia esistono esempi significativi in questo senso? Prodotti narrativi (film, webseries…) finanziati dal CF?

Daniela Castrataro: Non mi viene in mente nessun esempio lampante. C’è un film, Dal lato della sposa, che su indiegogo  ha raggiunto e oltrepassato il target. Penso abbiano messo su una bella statregia comunicativa.

Xmp: Da come lo descrivi sembra un caso isolato…e comunque immagino che se non mi citi altri progetti è perchè esempi di particolare successo, che abbiano saputo far parlare di se, non ce ne sono molti… secondo te quale le ragioni?

Daniela Castrataro: Forse la mia memoria non è abbastanza buona e, essendomi finora focalizzata anche su altri mercati del crowdfunding a parte quello Italiano, sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa, però è certo che in Italia c’è ancora molto da fare in questo ambito. Di fondo c’è una mancanza di comprensione del fenomeno e una filosofia del “tutto e subito”. Sembra che il cf sia stato compreso solo per la parte “tanti soldi in modo veloce”. La gente ci si avvicina pensando sia un espediente per far apparire tanti soldi dal nulla, senza comprendere gli sforzi comunicativi che bisogna fare per raggiungere anche un obiettivo modesto.

Xmp: C’è anche un problema di qualità del progetto che si propone?

Daniela Castrataro: In Italia la gente è molto creativa e la qualità manca raramente. Parlerei forse di pigrizia, di poca voglia di apprendere.

Xmp: Questo dal lato di chi propone progetti. Dal lato del pubblico che dovrebbe finanziarli? Quali le criticità?

Daniela Castrataro: Al pubblico manca la confidenza con lo strumento. In Italia non si eccelle per l’uso di internet, siamo un po’ in ritardo, e non è un luogo comune. Aggiungo che in provincia la banda larga è poco diffusa, e la gente non può prendere confidenza con uno strumento se non ha la possibilità di usarlo facilmente e a poco prezzo tutti i giorni. Ciò ha reso finora gli italiani poco fiduciosi nell’utilizzo del web, soprattutto per fare acquisti. E se non si è pronti a usare una carta di credito o debito online, non si possono neanche fare offerte su siti di crowdfunding…Forse una spiegazione troppo semplicistica ma sono certa che sia una delle motivazioni principali dello scarso successo del cf in Italia. Comunque non dimentichiamo che una delle prime piattaforme di cf è nata proprio in Italia nel 2005, tre/quattro anni prima della comparsa di Kickstarter e Indiegogo.

Xmp: Abbiamo grandissima capacità innovativa…non siamo altrettanto bravi a ‘costruirci sopra’…

Daniela Castrataro: È vero.

Xmp: Non pensi sia anche un problema di dimensioni, di massa critica? rivolgersi ad un pubblico di lingua italiana è già cmq circoscrivere moltissimo l’universo dei possibili finanziatori…

Daniela Castrataro: Non credo. Ovvio, per alcuni grandi progetti si, ma tantissimi piccoli progetti si potrebbero finanziare benissimo solo “in casa”. Se pensiamo al palazzo madama di Torino, che ha fatto un cf per recuperare un servizio di porcellane una volta appartenente al museo…hanno raccolto oltre 80mila euro in un bacino relativamente ristretto, praticamente solo Piemonte. I progettisti che pensano di avere un pubblico di potenziali finanziatori oltre l’Italia potranno benissimo pubblicare il progetto anche in inglese, l’importante è far arrivare il messaggio alle persone giuste, di madre lingua italiana o meno.

Xmp: …ma immaginiamo un produttore italiano che voglia realizzare un progetto narrativo transmediale…ti chiedesse una consulenza gli suggeriresti di utilizzare una piattaforma italiana o una internazionale?

Daniela Castrataro: Non mi focalizzo molto sulle piattaforme. Per me l’importante è impostare una strategia comunicativa vincente (oltre ad avere un progetto di qualità, ovviamente). Per il resto basta che la piattaforma dia la possibilità di offrire i contenuti in due lingue o più.

Xmp: In sintesi la ‘potenza di fuoco’ è data dal progetto in se e dal modo in cui viene comunicato. La scelta della piattaforma viene dopo…

Daniela Castrataro: La piattaforma è un mezzo e la gente (i donatori) non ci arriva quasi mai per caso. Ovviamente se è poco usabile andrà a erodere le possibilità di riuscita del progetto, quindi un occhio alle sue qualità e caratteristiche va dato. Ma la piattaforma, da sola, non basterà mai a garantire il successo di una raccolta di fondi.

Xmp: Esistono tipologie di piattaforme più adatte alla proposta di progetti creativi?

Daniela Castrataro: Direi che per i progetti creativi le piattaforme reward siano le più adatte. Poi ci sono le piattaforme tematiche creative, che per la maggioranza sono reward. Hanno un marcia in più perchè raccolgono comunità di veri appassionati.

Xmp: Ma deve sempre esserci un connubio tra passione del pubblico e sua numerosità…insomma che ci sia crowd è irrinunciabile…

Daniela Castrataro: Esatto

Xmp: In ambito creativo si parla di cf soprattutto con riferimento a realtà indipendenti…sei d’accordo?

Daniela Castrataro: Si direi di si

Xmp: Il caso Veronica mars the movie indica però che anche nel mainstream può essere utilizzato con successo…

Daniela Castrataro: C’è sempre chi approfitta…

Xmp: Non vedi di buon occhio quell’operazione?

Daniela Castrataro: Dico semplicemente che in quel caso più che di un’operazione di finanziamento si è trattato di un’operazione di marketing. Ma del resto il cf è anche un modo innovativo di fare marketing…

Xmp: È anche vero che presentandosi su kickstarter questi professionisti già affermati hanno mostrato di non avere remore a scendere tra la folla a raccogliere fondi, dimostrando anche un certa dose di umiltà. Forse in Italia parte della scena autoriale non ha ancora accettato l’idea di doversi ‘sporcare le mani’ in maniera diretta anche con fasi diverse da quelle più prettamente creative, rapportandosi da pari a pari con il proprio pubblico?

Daniela Castrataro: Non conosco abbastanza questo mondo in Italia per poter rispondere a questa domanda. Spero però che non sia questo il motivo.

Xmp: Dalla tua risposta su Veronica Mars, ma anche dal tuo aver precedentemente, ripetutamente, sottolineato che non si fa cf avendo in mente solo i soldi da raccogliere, emerge una tua visione molto sociale, comunitaria, del crowdfunding. Pensi sia anche la visione predominante in generale o forse è una prospettiva che caratterizzava i primissimi anni del crowdfunding e che va ora perdendosi? O queste due anime crowdfunding – una più social, l’altra più orientata al profit – coesistono?

Daniela Castrataro: Non penso sia una visione, penso che sia semplicemente l’essenza del cf. Se il crowdfunding fosse orientato solo al profitto si chiamerebbe in un altro modo. I metodi di finanziamento tradizionali stanno fallendo ovunque e serviva un’alternativa, l’alternativa non può essere uguale, si chiama così per un motivo. Sicuramente i pionieri del crowdfunding ne avevano compreso l’essenza che poi si è andata un po’ perdendo al contatto con mentalità e abitudini ancora non pronte per accogliere un concetto del genere. Sono però certa che pian piano quell’afflato sociale, comunitario, si recupererà e si farà più forte, ma sono cambiamenti che richiedono tempo. Il crowdfunding è un bambino.

Xmp: Show mas go on è un film finanziato da indiegogo …si può parlare di cf quando su 9.000 euro 7.000 sono stati dati da due persone?

Daniela Castrataro: Premetto che non ho osservato attentamente questa campagna, ma da quello che mi dici direi che per me no, manca la folla. Due persone non fanno folla, sono due sponsor.

Xmp: Ma allora perché è stata usata questa forma di finanziamento? Aggiungo che Repubblica ha dedicato un articolo al film e, in particolare, all’utilizzo del crowdfunding per raccogliere il budget necessario. Faccio un’ipotesi…come engagement, transmedia e altri termini, anche crowdfunding sta diventando una buzzword da utilizzare per attirare l’attenzione su di se, indipendentemente che l’uso sia pertinente? Ed in questo senso è stata utilizzata per Show mas go on?

Daniela Castrataro: Sono presuntuosa se rispondo con un semplice si?

Annunci

Veronica Mars – The Movie


Il 14 marzo esce nella sale americane, e diventa disponibile in Digital Download in tutto il mondo, Veronica Mars – The Movie.

Il film è tratto dall’omonima serie televisiva, andata in onda dal 2004 al 2007 sulla UPN (prime due stagioni) e sulla CW (terza stagione) e poi cancellata a causa dei scarsi risultati di audience. Autore della serie, e della sua trasposizione filmica, è Rob Thomas. Dopo l’uscita nelle sale statunitensi ed in rete, il film sarà disponibile in Italia anche in Dvd a partire dal 15 maggio.

Dal sito ufficiale del film, eccone la trama:

Veronica Mars si è lasciata alle spalle Neptune e le sue giornate da detective dilettante, alla vigilia della laurea in legge. Mentre sostiene colloqui in importanti studi legali, riceve una telefonata dal suo ex-fidanzato, Logan, che è stato accusato di omicidio. Veronica ritorna allora a Neptune, per aiutare Logan a procurarsi un buon avvocato. Ma quando le cose non sembreranno andare per il verso giusto riguardo la gestione del caso di Logan, Veronica si ritroverà ad essere tirata di nuovo in ballo in quella vita che credeva essersi lasciata definitivamente alle spalle.

In questa sede non mi interessa soffermarmi sul film in se stesso (per questo rimando alle recensioni già disponibili su movieplayer.it e su telesimo.it) ma sul finanziamento dal basso che lo ha reso possibile.

L’ipotesi di un lungometraggio sulla giovane investigatrice di Neptune era stata infatti ripetutamente rifiutata dalla Warner. Rob Thomas, insieme alla protagonista Kristen Bell decidono quindi di lanciare una raccolta fondi su Kickstarter. Il calcio d’inizio è datato 13 marzo 2013.

Le quote per finanziare il film andavano da un minimo di un dollaro ad un massimo di 10.000 dollari, con ricompense diversificate in base al diverso sostegno finanziario garantito al progetto: una copia pdf dello script (10 dollari), ringraziamenti video personalizzati da parte di Kristen Bell (600 dollari), biglietti per la premiere di Los Angeles (750 dollari), fino alla possibilità di apparire nel film e dire una battuta (10.000 dollari).
Dalla pagina Kickstarter ecco la descrizione originale di alcune delle ricompense previste…

10 dollari: You’ll be sent a pdf of the shooting script on the day of the movie’s release. Read it or remain unspoiled, the choice is yours. Additionally, you will receive regular updates and behind-the-scenes scoop throughout the fundraising and movie making process.

25 dollari: You will be sent a limited-edition “Veronica Mars – The Movie” T-shirt available only to Kickstarter backers. We’re working on the design now. We’ll post it as soon as it’s ready. In addition, you’ll be sent the pdf of the shooting script. Plus, you will receive regular updates and behind-the-scenes scoop throughout the fundraising and movie making process.

100 dollari: You’ll receive everything listed above — the updates, the script, the T-shirt, the digital version, the movie poster. Additionally, you’ll receive a Blu-Ray/DVD combo pack that includes the documentary on the making of the Veronica Mars movie, plus other exclusive bonus features not available on the digital version.

400 dollari: A cast member of your choice (Kristen excluded) will record up to a 20 second personalized video greeting for you. You can decide what the message will say within the bounds of good taste. Remember, these could be floating around YouTube for eternity. Our cast members have to be comfortable with what they’re saying on camera. You’ll be sent this as an mpeg. You’ll also receive a signed movie poster, a Blu-Ray/DVD combo pack, a digital version of the movie, the limited-edition T-shirt and a pdf of the shooting script. The cast members choices are Keith, Logan, Wallace, Weevil, Mac, Dick and Piz.

600 dollari: Kristen Bell will record up to a 20 second personalized video greeting for you. You can decide what the message will say within the bounds of good taste. Kristen will be the final arbiter of good taste. YouTube. Eternity. Think about it. You’ll be sent this as an mpeg. You’ll also receive a signed movie poster, a Blu-Ray/DVD combo pack, a digital version of the movie, the limited-edition T-shirt and a pdf of the shooting script.

750 dollari: Two tickets to the red carpet Veronica Mars movie premiere in Los Angeles that will be attended by the cast and creators. You’ll also receive the signed movie poster, the Blu-Ray/DVD combo pack, the digital version of the movie, the T-shirt and a pdf of the shooting script.

1.000 dollari: Two tickets to the red carpet Veronica Mars movie premiere in Los Angeles attended by the cast and creators, plus two tickets to the exclusive after-party also attended by the cast and creators. You’ll also receive the signed movie poster, the Blu-Ray/DVD combo pack, the digital version of the movie, the T-shirt and a pdf of the shooting script.

10.000 dollari: You will get a speaking role in the movie. Here’s the scene — Veronica is eating with the man in her life. Things have gotten tense between them. You are the waiter/waitress. You approach the table, and you say, “Your check, sir.” We guarantee you will be on camera as you say the line. Unless you go all hammy and ruin the scene and we have to cut you out, but that would be a sad day for all of us. Just say the line. Don’t over-think it. You’re a waiter. Your motivation is to turn over the table. In addition to appearing in the movie, you’ll receive a framed copy of the page of the script that includes your line. You’ll get an invitation to the premiere and the after party. You are, after all, in the movie. Think of yourself as Guy Fleegman from Galaxy Quest. People will surely want autographs. You’ll also receive the signed movie poster, the Blu-Ray/DVD combo pack, the digital version of the movie, the T-shirt and a pdf of the shooting script.

Il successo della raccolta è tale che i 2 milioni di dollari indicati come obiettivo per avviare la produzione del film vengono raggiunti in sole 10 ore. Un mese dopo, grazie al contributo di più di 91mila fan donatori, l’ammontare totale raccolto sarà di oltre 5,7 milioni di dollari, quasi il triplo della cifra obiettivo.

crowdfunding_Veronica-Mars-movie

La serie è stata quindi, a tutti gli effetti, riportata in vita dall’affetto dei propri fan. Mai come in questi anni, il pubblico ha la possibilità di intervenire direttamente sulle sorti dei propri beniamini. La disponibilità ad investire risorse economiche in operazioni di questo tipo è indicativa del legame emotivo che i fan hanno con gli oggetti del proprio culto.
In questo senso è esemplificativo l’articolo di Chiara Lino apparso su serialmente.com proprio il 13 marzo 2013, nelle ore di avvio della campagna di crowdfunding. Eccone alcuni stralci:

Veronica Mars avrà, dopo anni di attesa, un film. È con un pochino di emozione che ne informo chi ancora non lo sa – no, sul serio, la pagina su Kickstarter è online da meno di un’ora e lo sanno già tutti –, perché è stato per tanto tempo un desiderio irrealizzabile di noi irriducibili fan, come spesso lo sono i progetti cinematografici che dovrebbero fare seguito a serie malamente eliminate dalla nostra programmazione.

[…] Noi 10 dollari li daremmo, mettiamola così, perché significa avere un film di 10 dollari migliore e perché non ci capita spesso di avere voce in capitolo quando si tratta di fare o meno il film conclusivo di una serie che abbiamo amato.

[…] quale sarà la prossima serie a tentare la strada del crowdfunding, a risorgere grazie al sostegno economico dei fan?

Ed ecco i commenti di alcuni fan all’articolo:

Sto piangendo dalla gioia. Che colpo al cuore ragazzi,veronica mars!veronica mars!!!! P.s per chi non ha visto la serie consiglio vivamente di recuperarla ne vale davvero la pena,la prima stagione è imperdibile,e le altre finisci a seguirle comunque perchè ormai te ne sei innamorata.

Mi viene da piangere, seriamente. Rivedo la prima serie in DVD molto spesso e ogni volta me ne innamoro di più, anche se ammetto che seconda e terza (soprattutto quest’ultima) non le rivedo mai troppo volentieri perchè la magia secondo me sta tutta nel primo indimenticabile ciclo (e con quella fantastica Amanda Seyfried agli albori della sua carriera, Lily Kane non sarebbe stata Lily Kane se interpretata da qualcun’altra, non ci stanno storie). Grande Rob, grande Kristen: VERONICA MARS IL FILM […]!

Vorrei dire, in nemmeno un giorno, già si è arrivati ai 2 milioni e sale ancora!! Se questo non è amore!!

Donati 10, e ne donerò ancora se faranno le spedizioni in Europa (voglio il DVD, visto che non so se arriverà mai in Italia!). Prima grande ossessione telefilmica, forse mai superata da nessun’altra. E ora grazie ai fan e alla rete… finalmente avremo una degna conclusione! Grazie!

Una delle notizie più belle e inaspettate di sempre. Avevo oramai perso la speranza!!! E invece!! Sono CONTENTISSIMO, e mi sono commosso un sacco a vedere il video di Kickstarter!! (e anche a risentire la sigla, quanto tempo!!!!).

Questa notizia così inaspettata ormai e allo stesso tempo così desiderata mi dà una nuova speranza nel mondo intero e nell’umanità che lo popola…non aggiungo altro, faccio la mia donazione e attendo fiduciosa, ché a me quel finale così sospeso e soprattutto la “presa in giro” dei primi minuti di una eventuale quarta stagione mai realizzata con Veronica all’FBI erano davvero rimasti qua…

Conoscevo Veronica Mars, ma non l’avevo mai seguita assiduamente. Ora,dopo questa notizia l’ho recuperata e mi sta piacendo un casino. Oggi ho donato 10 euro e sono felicissimo di averlo fatto, sia per il valore del progetto sia per l’idea in se: ci sono tante serie chiuse in maniera frettolosa a causa del pressapochismi delle reti che le trasmettevano, se questa cosa dei finanziamenti si diffondesse sarebbe un bene per gli spettatori.

Il crowdfunding è quindi non solo uno strumento nelle mani di videomaker e produttori indipendenti, che vi trovano opportunità finanziarie prima impensabili (gli esempi possibili sono ormai innumerevoli, ma rimando al post dedicato a The Cosmonaut), ma anche nelle mani di professionisti già inseriti nel mainstream, che possono avvalersene per forzare la mano a produttori mainstream recalcitranti.
Proprio il fatto che dietro il film di Veronica Mars ci sia una major come la Warner Bros ha attirato alcune critiche sull’operazione. Molti si sono chiesti per quale motivo un tale colosso dovesse chiedere al pubblico i fondi per realizzare un film, ed hanno storto il naso perchè la filosofia di Kickstarter dovrebbe essere quella di finanziare progetti indipendenti. Su questo punto si è espresso lo stesso Rob Thomas,  in un’intervista rilasciata a Hitfix.com nei primi giorni della raccolta fondi:

We don’t have the means or the access to get the money any other way either. I’ve tried for a very long time to get “Veronica Mars” made by traditional means. Like those indie filmmakers, I also couldn’t get this financed through traditional channels. If I could have, I would have. I certainly tried very hard to do that. Like them, I am searching out an alternative method to getting my movie made. And I think the way to look at it is, all Warner Bros. is doing is pre-selling the product. I realize that people have an emotional reaction to “Veronica Mars,” and one I’m grateful for, but we’re trying to give good value for the money. We’re asking you to pre-buy the products to prove to the studio that there can be money made. If they sold you the t-shirt and download later, they’re making profit then. No one cares that they’re making profit then. This just ensures the interest level. And I think “Veronica Mars” fans have proved there’s enough interest to make this size of a movie viable for them.

Del resto se farsi finanziare dai propri fan è diverso dal farsi finanziare da una major, lo è anche dall’autoprodursi, unica situazione in cui si gode davvero di totale libertà espressiva. Al riguardo suggerisco di leggere la breve intervista a Steven Dengler, che ha pagato i 10.000 dollari per avere il microruolo nel film. Sorprendentemente, pur avendo sborsato quella cifra, non si dichiara un superfan di Veronica Mars:

Dengler is, however, a superfan of something else: crowdfunding itself. A wealthy entrepreneur — he co-founded XE.com, a currency site that ranks among Alexa’s top 500 most popular webpages globally — he’s also an active philanthropist who has backed some 65 projects on Kickstarter, contributing to projects including videogames and an engineering set designed for girls.

“What I love about Kickstarter is it really is empowering the artists, the people who create content, to go directly to the fan base and say, ‘Look, let’s skip this baloney,’” he said, referring to the old-fashioned method of finding financiers who may demand creative control in exchange for funds. “Let’s just make it and not involve this crazy stupid layer of people who think they know what you want.”

Ma il crowdfunding impone comunque dei vincoli, impliciti o espliciti, alle scelte espressive di chi ha deciso di farsi finanziare dalla folla…alle pressioni del produttore tradizionale si sostituiscono quelle di un pubblico che ha pre-pagato per un prodotto che ancora non esiste ma sul quale ha (altrimenti non lo avrebbe pre-pagato) attese molto elevate. E queste attese pesano sulle scelte di chi deve scrivere quel prodotto. È andata così anche per il film di Veronica Mars, come spiega chiaramente Rob Thomas:

I had some desire, as a filmmaker, to take Veronica in a slightly new direction and do something adventurous with her. Or, there’s the “give the people what they want” version. And I think partly because it’s crowd-sourced, I’m going with the “give the people what they want” version. It’s going to be Veronica being Veronica, and the characters you know and love. Certainly, I think I can make a fun, great movie out of that, and I’m excited about that, but it was a creative debate I had with myself, and I finally made the decision that I’m happy with it, to go with, “Let’s not piss people off who all donated. Let’s give them the stuff that I think that they want in the movie.”

Il finanziamento in crowdfunding ha inoltre influenzato alcune scelte anche sulla campagna distributiva del film. Infatti, come ho riportato sopra,  ai backer che hanno donato 35 dollari o più è riservata una copia digitale del film: questi riceveranno un link per lo streaming del film proprio il 14 marzo.
(Anche) per questo motivo Veronica Mars esce in America in day-and-date, cioè disponibile in sala e contestualmente in rete (in VOD o in download digitale) sin dal primo giorno, una strategia sinora mai adottata dalla Warner che, come altre major, la riteneva controproducente in termini di incassi in sala. Ma del resto per la Warner un’operazione di questo tipo è stata anche funzionale alla verifica sul campo della percorribilità concreta di nuovi modelli di business:

I think they’re treating us like a guinea pig — in the best way. They want to see if this model works, and they made the calculated decision, and for a lot of the reasons you articulated in that story, that we were a good test case for this. We just happened to be the right show at the right time, got to be the first one out of the gate. I think Warner Bros., if t works, it works, and they could start doing more of these. And you know that if it works at one studio, that they’re not going to be the only studio in town that will be trying it.

I confini tra produzione e fandom sfumano, la gestione della dialettica tra queste due dimensioni del panorama mediale, che non possono prescindere l’una dall’altra, diventa di rilevanza strategica. Il pubblico sa di poter dire la propria e di avere leve a disposizione per influenzare concretamente scelte produttive relative ai propri beniamini, e le usa con sempre maggiore frequenza ‘perché non ci capita spesso di avere voce in capitolo quando si tratta di fare o meno il film conclusivo di una serie che abbiamo amato ‘.

Io penso, invece, che capiterà sempre più spesso.

A presto.
Cor.P

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: