Transmedia in Italy


…come forse avrete notato, nelle interviste fin qui pubblicate, pongo alcune domande ricorrenti….non lo faccio per scarsa fantasia (che domande nuove mi posso inventare?), ne per problemi mnemonici (mi scordo di aver già fatto in passato quella stessa domanda), ne per caso…
Le interviste, oltre ad essere destinate alla pubblicazione su questo blog, sono parte di un progetto di ricerca sul transmedia storytelling. Per questo motivo vengono affrontati, con tutti gli intervistati, alcuni argomenti chiave per gli obiettivi della ricerca, come quello relativo alla terminologia (transmedia o crossmedia?) o quello relativo alla ludicizzazione dello storytelling.
Qui però voglio soffermarmi su un’altra domanda, quella in cui chiedo all’intervistato qualche esempio significativo di Transmedia Storytelling italiano. Fin qui le risposte sono state piuttosto scoraggianti…o il riferimento è  ai pochi, soliti, noti (I cesaroni su tutti), o ad oggetti mediali talmente ampi da far perdere significato alla nozione stessa di transmedia storytelling (il calcio, la musica leggera…) oppure a prodotti validi, ma di nicchia e/o di vita breve.

Del resto io stesso nei miei post parlo quasi sempre di esempi d’oltreconfine. Forse perchè in rete la maggior parte del materiale su queste tematiche è in lingua inglese?  (ma questo non è stato un ostacolo per il successo dello spagnolo El Cosmonauta)…forse perchè chi realizza questi prodotti non sa far parlare di se in maniera adeguata e, quindi, farsi trovare? (anche in questo senso El Cosmonauta ha molto da insegnare)…o, al contrario, realizza progetti transmediali strumentali al proprio percorso professionale, ma di nessun successo presso il pubblico, e si parla addosso autocitandosi come case study?…o forse gli intervistati (ed io con loro) non sono sufficientemente informati sulle ultime novità transmediali tricolore? …o magari in Italia non c’è ancora abbastanza mercato per prodotti transmediali autoctoni?…o non esistono professionalità adatte a sviluppare prodotti di questo tipo?…o siamo semplicemente esterofili e ci viene più naturale parlare di prodotti stranieri?

La risposta non è agevole, ma ognuna delle domande aiuta a trovarne una parte…

In questo contesto mi sembra utile ed interessante avviare una nuova serie di post, intitolata come questo che state leggendo, Transmedia in Italy, per mettere in evidenza esperienze nostrane in questo ambito.
Ogni post sarà quindi dedicato ad un case study italiano di narrazione espansa, non necessariamente uscito. In altri termini tra i criteri di selezione non ci sarà quello anagrafico.
Ovviamente vi invito a segnalarmi progetti transmediali italiani.
Per il primo post vi rimando alla seconda metà di novembre.

transmedia_in_italy_5

A presto.
Cor.P

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: