Transmedia for Social (1): Land of Opportunity


Un formato narrativo diffuso su più piattaforme, che chiama il pubblico ad un ruolo attivo e gli offre molteplici punti di contatto ed interazione, può risultare utile anche in quelle circostanze in cui il coinvolgimento in prima persona dello spettatore non sia finalizzato alla nomina del major della pagina facebook di uno dei dodici distretti di Panem – per rimanere al caso dell’adattamento transmediale di The Hunger Games, di cui ho parlato nei post passati – ma ad obiettivi di ben più concreto impatto sociale.

Non stupisce quindi che l’approccio transmediale trovi sempre maggiore applicazione anche in campi diversi da quello dell’intrattenimento, mostrandosi strumento efficace per campagne umanitarie o più in generale per progetti di sensibilizzazione sociale.

È il caso di Land of Opportunity, il progetto transmediale di Luisa Dantas, dedicato alla ricostruzione di New Orleans, distrutta nel 2006 dal passaggio dell’uragano Katrina.

Il progetto vede il suo nucleo centrale in un film – la cui realizzazione è stata possibile anche grazie ai fondi raccolti nella piattaforma di crowdfunding Kickstarter – in cui la New Orleans del dopo Katrina è raccontata dalla gente comune che ha visto scomparire sott’acqua tanta parte della propria vita, ma anche dai professionisti direttamente coinvolti nella ricostruzione.
Nel sito web del film, accanto alla presentazione del lungometraggio e della crew che l’ha realizzato, nella sezione Meet the People, sono disponibili brevi video dedicati ai protagonisti del lungometraggio, di cui in alcuni casi si seguono le sorti successive alla fine delle riprese. Altre microstorie riguardano invece uomini e donne non presenti nel film, ma le cui vicende si intrecciano con quelle della New Orleans colpita dall’uragano: chi era lì al momento della tragedia, chi è arrivato per i soccorsi, chi è immigrato sperando di trovare nei cantieri della ricostruzione un’opportunità di lavoro e chi ha invece cercato altrove un modo per ripartire.

Oltre al lungometraggio, di cui scuole ed altre istituzioni possono richiedere proiezioni speciali attraverso la sezione Happenings, recentemente è stato sviluppato un applicativo per una navigazione interattiva (o video interactive experience, per usare le parole di Luisa Dantas) delle oltre 1500 ore di girato registrate per Land of Opp.  Queste le riflessioni di Josh Freund, editing assistant del progetto, circa il passaggio dalla linearità narrativa di un documentario tradizionale, alla narrazione esplosa di un progetto di comunicazione sociale transmediale come Land of Opp: «The first rule of transmedia is: explode the confines of “linear” storytelling (well, that’s what it would be if we wrote the rulebook anyway). What better way to do that than allow users to trace their own path through a treasure trove of curated footage through interactivity options A-Z […]. I’ve begun looking through our log notes and scene outlines and I’am already visualizing new videos, fresh associations, meaningful juxtapositions. Moreover, I see the old content as a catalyst for new content. Storylines that took place three or four years ago are re-framed with current updates that keep recent history relevant. […] Because of our interactive video experience, this multifaceted history won’t be buried in our hard drives and instead will be accessible to educators and advocates in cities around the country. This experience allows us to surface important material and say, “this exists, come watch it, interact with it, share it, and add your voice to it.”»

Lo scorso agosto il progetto è poi approdato anche su Cowbird, una piattaforma di digital storytelling, in cui chiunque può contribuire con microstorie, liberamente articolate tra immagini fotografiche, sottofondi musicali e testi.  Scorrendo alcuni dei contributi legati a Land of Opportunity, si ha la sensazione di sfogliare un emozionante diario condiviso, in cui l’elemento unificante sono i sentimenti e le emozioni dei cittadini di New Orleans, e di chi è arrivato lì per i soccorsi e per la ricostruzione.  Ma non mancano i racconti di chi invece, semplicemente, vuole omaggiare la città condividendo online il ricordo di un breve soggiorno di molti anni addietro. Ad oggi le storie caricate sono 149, e Cowbird è uno dei canali attraverso i quali gli autori intendono coinvolgere attivamente il pubblico, come espresso chiaramente nelle stesse parole di  Laine Kaplan-Levenson, assistent producer di Land of Opp: «…we ask you to craft and share a story, memory, or moment based on your experience in NOLA using Cowbird’s story platform […] So stay tuned (and involved!) and help this collaboration yield a mosaic of stories as powerful and diverse as the city that inspired them.»

Land of Opportunity è un progetto indipendente, dal budget piuttosto limitato, e l’utilizzo di una narrazione diffusa in ambito sociale non ha molti precedenti. Anche per questo risulta interessante il blog in cui gli autori riflettono in pubblico sulle opportunità è difficoltà di un progetto che deve usare la transmedialità per un coinvolgimento reale nel sociale. In questo caso la grande sfida è infatti quella di costruire un percorso transmediale che, mettendo in condivisione diverse esperienze di vita, contribuisca alla creazione di comunità in grado di incidere realmente nel proprio contesto sociale.
Un obiettivo decisamente ostico e Andrea Olson, in uno dei post del blog, spiega così la volontà di mettere a disposizione di altri che vorrano utilizzare il transmedia in questo tipo di contesti, gli skill acquisiti sul campo: «a reference for future media makers who want to join in the transmedia revolution. Throughout the life of this project, we’ve found ourselves constantly wishing for a “how-to” manual, so we decided to create our own, in the hopes of helping other media pioneers down the line.  We certainly don’t want to reinvent the wheel, but create a smoother, more diverse path for its travel.»

È proprio dal blog di Land of Opp che ho ripreso anche gli altri virgolettati di questo post, e per il transmedia, ed ancor più per il molto sociale che c’è nel progetto, vi invito a visitare il loro sito

A presto

Cor.P

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