The Hunger Games: adattamento transmediale (3)


Rieccomi, come al solito dopo aver lasciato scorrere più tempo del previsto…

…come dicevo alla fine del post precedente i siti web, la presenza sui social network, gli eventi live ed i videogiochi che hanno anticipato l’uscita del lungometraggio tratto dal primo volume della trilogia di Suzanne Collins, sono rimasti attivi ed hanno continuato a svolgere un ruolo rilevante in questi mesi, in vista del lancio del Dvd.
Così ad esempio l’Hunger Games DVD CountDown Competition ha messo settimanalmente in palio – tra i fan che avessero inviato un artwork rispettando il tema di volta in volta assegnato – un «Hunger Games Prize Pack that includes The Hunger Games DVD, a Hunger Games T-shirt, Mockingjay Pin, Pin Set, a movie poster and the Training Days Board Games». Il concorso è durato 11 settimane, e si è concluso da poco (l’uscita del Dvd era fissata per il 18 agosto). Il  Chariot Costume Competition ha invece consentito a due fan – i cui costumi a tema fossero stati giudicati i migliori – di essere selezionati per partecipare alla parata che si terrà domani a Londra.

Ma, mi ripeto, più che per questi aspetti più evidentemente promozionali – che vale comunque la pena citare – la trasposizione cinematografica di The Hunger Games è interessante per la sua rilettura transmediale del futuro distopico immaginato dalla Collins.

Dal punto di vista narrativo il film non racconta vicende ulteriori rispetto a quelle già narrate nel primo volume della trilogia della Collins, costituendone un adattamento. Coerentemente, anche i contenuti transmediali di questo adattamento non generano avanzamenti nel racconto, ma sono fondamentalmente pensati per consentire ai fan una inedita esplorazione dell’universo finzionale in cui hanno annualmente luogo i Giochi, acquisendone la cittadinanza attraverso il sito capitol.pn, visitandone alcuni luoghi simbolo tramite capitoltour.pn e imparando a conoscerne le regole del buon gusto attraverso capitolcouture.pn.
Oltre all’atto formale dell’iscrizione al sito capitol.pn, la cittadinanza di Panem diventa poi partecipazione attiva attraverso le singole pagine facebook dei distretti, che come visto hanno contribuito in maniera decisiva a vivacizzare e coinvolgere una community di fan – del resto già nutrita – nei mesi precedenti e successivi al lancio del film.
In sintesi in concomitanza con il lancio della pellicola, l’operazione è stata quella di garantire una maggiore fruibilità fisica di Panem e di Capitol City: i fan hanno potuto abitarla, viverla,  soprattutto nelle piazze virtuali dei social network.
In questa prospettiva merita qualche parola in più The Hunger Games Adventures, il social games su piattaforma facebook di cui ho già parlato nella prima parte. Il gioco, di cui è imminente il rilascio di una versione per iPad, ha superato i quattrocentomila partecipanti e, come detto, per suo tramite è stata resa disponibile per i partecipanti la prima mappa ufficiale di Panem (ad ulteriore conferma di come si sia puntato molto su questo aspetto esplorativo…).

La mappa è parziale ma i dettagli di alcune zone, e la localizzazione di alcuni distretti verranno svelati man mano che i partecipanti raggiungeranno livelli più avanzati del videogame. Come spiegano la LionsGate e la Funtactix (che ha sviluppato il gioco) nel comunicato stampa che lancia la diffusione della mappa ufficiale di Panem: « […]an exciting new addition to The Hunger Games Adventures, […]an exclusive look at a new map of Panem. The map is one of the most anticipated updates to the game and arrives as part of a series of new content reveals leading up to the DVD release of the film on August 18. For the first time, Hunger Games fans can use the new map of Panem as they explore the world of the film and novel, complete quests for their favorite heroes and unlock all-new stories inside the world they love. Thus far, the epic adventures of the game have led fans to the Capitol, District 12, District 11 and, most recently, District 2. In the coming months, new districts will be revealed exclusively through the new map, along with an exciting storyline that will take players on a journey from obscure citizen of District 12 to a hero capable of unlocking Panem’s deepest secrets.»

Questi elementi, dal punto di vista della narrazione, sembrano una buona traduzione concreta delle idee di Lance Weiler sull’opportunità di una progressiva ibridazione tra storytelling e social network, lungo un percorso evolutivo il cui approdo sia una condizione in cui la narrazione divenga essa stessa piattaforma social. Per questi stessi motivi l’apparato transmediale che ha accompagnato il lancio del film The Hunger Games è al contempo un ottimo esempio di social media marketing. Del resto, come sintetizza efficacemente Brooks Barnes nel suo articolo sul New York Times, «[…] the dark art of movie promotion increasingly lives on the Web, where studios are playing a wilier game, using social media and a blizzard of other inexspensive yet effective online techniques to pull off what may be the marketer’s ultimate trick: persuading fans to persuade each other».

Da settembre spero di trovare il tempo per tornare a postare con ritmi meno letargici…e per questo motivo saluto speranzosamente nel solito modo…

A presto

Cor.P

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