Scenario: l’intelligenza collettiva e la narrazione crossmediale (3)


…e la narrazione crossmediale?

Riprendo da dove eravamo rimasti, nel post precedente di questa serie… Quale il nesso diretto tra narrazione crossmediale ed intelligenza collettiva? Il legame è piuttosto ovvio, considerata la complessità che  caratterizza – e alla quale ho fatto assai spesso riferimento – i franchise transmediali.

L’intelligenza collettiva entra in gioco proprio per consentire ai fan di orientarsi in questi mondi finzionali, così articolati ed estesi da poter essere più facilmente percorsi, compresi e goduti, da uno spettatore che non s’avventuri in solitaria alla loro esplorazione transmediale.

Del resto –  indipendentemente dalla circostanza che ci si trovi di fronte ad un prodotto transmediale – il condividere idee, opinioni, informazioni sui propri personaggi preferiti è da sempre uno dei maggiori piaceri nella fruizione di prodotti di intrattenimento, unito alla voglia di saperne il più possibile che caratterizza i fan più accaniti, che tendono ad un appetito onnivoro nei confronti dell’oggetto della loro passione.

Ma questo desiderio di onniscienza, già difficilmente perseguibile di fronte ad un prodotto monomediale, diventa di ancor più ardua realizzazione nei confronti di un franchise che si sviluppi lungo molteplici piattaforme distributive.

Per questo motivo quando si fruisce di un franchise transmediale, oltre che un piacere, la condivisione diventa un’opportunità cognitiva…così, ad esempio, per imparare il Klingon o il Na’vi confrontarsi con altri fan è certamente d’aiuto; per scoprire il significato della equazione di Fibonacci, la ricorrente e misteriosa sequenza numerica di Lost, bisognava partecipare all’Arg (Alternate Reality Games) Lost Experience, prendendo parte ad una sorta di caccia al ‘tesoro informativo’ alla quale era meno divertente, e meno fruttuoso, partecipare da soli…oppure, non avendo partecipato a Lost Experience, era possibile (ovviamente in un periodo successivo alla conclusione dell’Arg) recuperare l’informazione su qualche wiki costruito in rete dai fan della serie, anche in questo caso mettendo a frutto le potenzialità dell’intelligenza collettiva.

In altri termini il dialogo, il confronto tra fan, intorno ai propri personaggi preferiti non nasce più, solo, dalla voglia di condividire una passione, ma anche dal bisogno di comprendere meglio alcuni aspetti, alcuni dettagli narrativi rimasti criptici, attingendo al sapere di altri appassionati, che magari hanno esplorato per più ampi spazi transmediali il franchise di riferimento. L’intelligenza collettiva diventa così funzionale alla costruzione di bussole condivise, utili ad orientarsi negli universi finzionali transmediali.

Esemplare in questo senso il progetto Star Trek Chronology (STC), messo in piedi da alcuni Trekkies per un più agevole orientamento nel tempo narrativo dell’universo trekkiano, distribuito in uno spazio transmediale composto essenzialmente dalle serie per il piccolo schermo e dai lungometraggi cinematografici. In altri termini, l’obiettivo  di STC è stato quello di riordinare cronologicamente gli eventi dell’universo trekkiano,  prendendo come unico riferimento quello del tempo diegetico in cui si sono svolti, indipendentemente dal medium e dalla loro data di messa in onda. Così, utilizzando la lista presente sul sito  STC, ogni appassionato di Star Trek può decidere di immergersi nella saga seguendo gli episodi televisivi e i film in ordine cronologico, fruendoli come fossero segmenti di una narrazione lineare.

Ancora su Star Trek, un esempio più light, ma egualmente indicativo di una tensione al costruire insieme strumenti di orientamento all’interno di universi finzionali transmediali, è l’infografica segnalatami da Giancarlo Manfredi (che ringrazio ancora), che sintetizza alcune chicche informative sull’universo di Gene Roddenberry sparse su vari siti web, compattandole in un nuovo layout accattivante ed efficace.

Più in generale, un tipico risultato di questo circuito virtuoso tra fruizione di narrazioni transmediali e dinamiche dell’intelligenza collettiva sono le wiki create dalle fan community di serie televisive, franchise cinematografici o videogiochi, vere e proprie enciclopedie open source costruite intorno ai titoli di maggiore successo dell’industria dell’entertainment…gli esempi possibili sono molti, ed alcuni li ho già riportati in post precedenti, ma di seguito elenco comunque alcune di queste community:

www.webtrekitalia.com     (Star Trek)

www.snpp.com   (I Simpson)

www.buffymaniac.it    (Buffy)

avatarthemovieforum.com    (Avatar)

harrypotterfans.forumfree.it   (Harry Potter)

www.twifans.com   (Twilight)

it.lostpedia.wikia.com  (Lost)

glee.subsfactory.it   (Glee)

Ovviamente quanto detto sin qui va interpretato come dato tendenziale…mi preme specificare, per quanto possa essere ovvio, che l’esplorazione in solitaria rimane una pratica mediale ancora largamente diffusa…ma la dimensione sociale e socializzante (della quale l’intelligenza collettiva è solo una delle possibili declinazioni) di questo tipo di consumi culturali fondati sulla fruizione espansa, è sempre più evidente, ed è del resto ben nota a chi produce questi franchise, che vede evidentemente con favore l’idea che vi si creino intorno comunità d’interesse, se non di culto.

Sempre più spesso, quindi, al di là dello spontaneismo degli appassionati più fedeli ed intraprendenti, sono le stesse case produttrici che creano occasioni di socializzazione virtuale intorno ai propri titoli di punta. Uno degli esempi più celebri, ormai già datato (2007), è quello della puntata di CSI conclusasi nel mondo virtuale di SecondLife, dove venivano chiamati a raccolta i fan della serie che avessero voluto collaborare alla risoluzione del caso.

In altri casi queste forum community, oltre a diffondere la cultura del franchise cui sono dedicate, ne espandono i confini, seppur in maniera apocrifa, con le fanfiction. E questo diventa spesso un ottimo serbatoio di idee a cui gli autori attingono più di uno stimolo, più di una idea, per ulteriori sviluppi ufficiali, anche grazie al livello sempre più elevato raggiunto da questi prodotti amatoriali (del resto è sempre meno paradossale riscontrare un livello professionale in produzioni amatoriali)…celebre caso italiano è quello di Dark Resurrection, il fanmovie che Angelo Licata ha dedicato alla saga di Guerre Stellari.

Quindi – volendo tirare delle prime, parziali, conclusioni – l’intelligenza collettiva entra in gioco nella fruizione di narrazioni transmediali:

– dal lato dei fan: come strumento di condivisione ed accumulazione di conoscenza sul franchise, la cui complessità è difficilmente gestibile in solitaria;

– dal lato dei fan: come strumento creativo open-source, che consente di realizzare ulteriori espansioni crossmediali, apocrife, del franchise di riferimento;

– dal lato dei titolari del franchise: come strumento utile alla creazione di eventi di socializzazione virtuale intorno al franchise, che stimolino la costruzione di una comunità e di un culto intorno allo stesso.

A presto.

Cor.P

Vi segnalo: Fantafestival XXXI


…divago dai consueti percorsi crossmediali, per segnalarvi la 31a edizione del Fantafestival, in programma a Roma dal 9 al 19 giugno.

Rassegna di culto dedicata alla cinematografia horror (che, avrete intuito, mi appassiona parecchio) e sci-fi, dagli inizi al cinema Clodio, attraverso le successive, fantastiche, edizioni nei cinema Capranica e Capranichetta, fino a quelle esangui degli ultimi anni, il Fantafestival ha saputo sopravvivere anche a se stesso, e la sede scelta per questa edizione (Cinema Aquila), il programma (salvo parecchie perplessità sulla parte comica della sezione FantaItaly) e la serata inaugurale (all’auditorium Conciliazione), lasciano sperare in una buona annata…

Di seguito, alcune ulteriori informazioni, dal comunicato stampa del Festival:

«La XXXI edizione del Fantafestival (Mostra Internazionale dei Film di Fantascienza e del Fantastico – dal 9 al 19 giugno 2011), diretta da Adriano Pintaldi e Alberto Ravaglioli, renderà un grande omaggio al cinema fantastico comico italiano. Una delle principali rassegne dell’edizione di quest’anno – realizzata alla Casa del Cinema di Villa Borghese in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, dal 13 al 19 giugno – si chiamerà, infatti, Fantaitaly – Brivid, risate, magia, da Totò nella Luna e Tempi duri per i vampiri di Steno a L’arcidiavolo di Ettore Scola, da Il pap’occhio di Renzo Arbore (che interverrà per introdurre il film) a Non ci resta che piangere di Massimo Troisi e Roberto Benigni e Volere volare di Maurizio Nichetti (altro gradito ospite di questa edizione), uno sguardo su come il cinema italiano ha saputo rielaborare in chiave comica tutti i principali temi del fantastico. Venti titoli, alcuni un po’ più “seri”, per abbracciare più in generale il surreale e il favolistico (saranno proiettati anche Diabolik di Mario Bava, La decima vittima di Elio Petri, C’era una volta di Francesco Rosi, Le streghe – La Terra vista dalla Luna di Pier Paolo Pasolini e Toby Dammit di Federico Fellini).

Tre prestigiose location, per un unico Festival che, in larga parte, si svolgerà presso il Nuovo Cinema Aquila. Rassegne, un ricco carnet di anteprime e tanti ospiti. Tra i più attesi, Caroline Munro, volto familiare a tutti gli amanti del cinema fantastico, rinominata la “First Lady del fantasy”, a cui verrà consegnato un Premio alla carriera durante la cerimonia di presentazione del 9 giugno. 

Grande attenzione al cinema italiano del presente, con numerose pellicole (dal 10 al 16 giugno, presso il Nuovo Cinema Aquila), a partire dagli zombimovie Bloodline di Edo Tagliavini e Eaters di Luca Boni e Marco Ristori (prodotto dal regista di culto tedesco Uwe Boll), per poi continuare con due film incentrati sul satanismo, La progenie del diavolo di Giuliano Giacomelli & Lorenzo Giovenga e Demon’s Twilight, film firmato da Federico Lagna. E, ancora: The slurp-Gli strani supereroi di Simone La Rocca (l’unico film italiano muto dai tempi di Ratataplan); Bumba Atomika di Michele Senesi, versione etilica della classica storia di ladri di cadaveri alla Burke & Hare; il mediometraggio Ultracorpo di Michele Pastrello (liberamente ispirato a L’invasione degli Ultracorpi); Monkey Boy di Antonio Monti; La canzone della notte di Giovanni Pianigiani; il pilot della serie mai realizzata Tigri di Carta di Dario Cioni, scritta da Lorenzo Bartoli, già sceneggiatore di “Dylan Dog” e del fumetto di culto “John Doe”; Buon compleanno Italia di Tino Franco e alcuni episodi della minifiction Italiani nello spazio. E, ancora: Bianco, thriller firmato da Roberto Di Vito; e l’anteprima di At the End of the Day – Un giorno senza fine di Cosimo Alemà (in sala dal 22 luglio, distribuito da Bolero Film), action-thriller firmato da uno dei più apprezzati registi di videoclip musicali a livello mondiale, ed interpretato da attori giovani ma molto promettenti.

Una vera e propria panoramica (Panoramica Italia è il titolo della rassegna) sul cinema horror, fantastico e sci-fi italiano contemporaneo, una vetrina privilegiata del lavoro dei giovani autori italiani di cinema fantastico, molti dei quali saranno presenti in sala accompagnati dagli interpreti dei propri film.

Tre i Focus dedicati alla produzione italiana. Interverranno Stefano Bessoni di cui verrà proiettato – oltre a Frammenti di scienze inesatte e Imago Mortis – anche l’inedito Krokodyle, Gabriele Albanesi (che presenterà il ghostmovie, da lui prodotto, Fantasmi, il precedente Il bosco fuori e Ubaldo Terzani Horror Show) e il friulano Lorenzo Bianchini di cui verranno proiettati Lidrîs cuadrade di trê (Radice quadrata di tre, 2001), Custodes Bestiae (2004) e Occhi (2010). A moderare gli incontri, l’esperto di cinema horror e giornalista Luca Ruocco.

Molti anche i cortometraggi italiani, compresi quelli vincitori della Seconda Edizione di Interiora, Festival Horror Indipendente. La XXXI edizione del Fantafestival ospiterà la serata di premiazione del concorso indetto da Interiora  che quest’anno ha per tema “le atmosfere da brivido in un percorso emozionale che coinvolge tutti i sensi”. Ma molti altri saranno gli eventi speciali, come la presentazione del libro “Terrore Italianol’horror contemporaneo raccontato dai protagonisti” di Daniele Fancardi, che nasce dalla collaborazione di buona parte degli autori  che stanno caratterizzando l’horror italiano del nuovo millennio, molti dei quali saranno presenti a questa edizione del Fantafestival.

Tanti anche i titoli stranieri inediti, assolute anteprime cinematografiche in Italia, molti dei quali arrivati da noi direttamente in dvd. Tra questi: l’anteprima di Detective Dee and the Mistery of Phantom Flame di Tsui Hark, uno dei grandi maestri del cinema cinese moderno, autore di capolavori come The Blade e Once Upon a Time in China, Unthinkable di Gregor Jordan; Case 39 di Christian Alvart; After.Life di Agnieszka Wojtowicz-Vosloo; Repo Men di Miguel Sapochnik; I Spit on your Grave (remake del celebratissimo cult fine anni Settanta Non violentate Jennifer) di Steven R. Monroe; Triangle di Christopher Smith; e l’anteprima di Let Me In di Matt Reeves (regista di Cloverfield), remake americano del cult svedese  Lasciami entrare di Tomas Alfredson.

Anteprime assolute: l’horror thailandese 4bia (1 luglio in sala/Wave Distribution) 4 storie horror dirette dai quattro registi di maggior talento della Thailandia; l’horror-thriller psicologico Body di Paween Purikitpanya (nei cinema dal 22 luglio/Wave Distribution); L’ultimo dei Templari di Dominic Sena, con Nicholas Cage e Christopher Lee (che verrà presentato il 13 giugno al Taormina Film Festival, in sala dal 15 giugno/Medusa); 13 assassini di Takashi Miike; e Die di Dominic Laurence James, thriller italo/canadese che vanta la partecipazione di Caterina Murino, qui un ambizioso detective che indaga su una serie di strani omicidi, e inizia a sospettare l’esistenza di un misterioso complotto: un mondo di paura e paranoia che sarebbe stato meglio non scoprire.

 La sezione Fantatv sarà invece dedicata ai tesori perduti della televisione fantastica. L’omaggio al piccolo schermo si concentrerà su una rara produzione, Il fascino dell’insolito, realizzata dalla Rai all’inizio degli anni Ottanta. Serie di telefilm che adattano racconti bizzarri, neri e di fantascienza di grandi autori contemporanei (il sottotitolo della serie era “itinerari della letteratura dal gotico alla fantascienza”). Tutta la serie fu curata da Biagio Proietti, che ne diresse anche tre episodi; gli altri furono firmati da Mario Chiari, Massimo Manuelli, i fratelli Frazzi, Fabio Piccioni, Giulio Questi, Augusto Zucchi ed Enrico Colosimo. Vero e proprio introvabile cult tv.»

A presto

Cor.P

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