nXm: i caratteri ricorrenti


I franchise che si sviluppano lungo traiettorie crossmediali, presentano alcune caratteristiche ricorrenti, che da un lato sono funzionali ad agevolare ai creativi il compito di declinare e rilanciare la narrazione lungo molteplici canali mediali, dall’altro invitano e motivano lo spettatore ad una fruizione espansa del franchise.

Di seguito li elenco in maniera estremamente sintetica, ma questo post va intenso come introduzione ad una serie di post successivi, dedicati singolarmente ad ognuna delle voci che seguono:

•           Le storie crossmediali sono storie di complessi mondi finzionali: l’ampio respiro che esige una narrazione in grado di rilanciarsi, idealmente senza fine, da un media all’altro, rende funzionale allo scopo la creazione di universi finzionali profondamente articolati, in ampiezza e profondità…

•           Ogni singolo segmento narrativo deve poter essere fruito indipendentemente dal resto del franchise: per ora è sufficiente dire che la circostanza che ogni modulo narrativo possa essere goduto indipendentemente dalla conoscenza degli altri, garantisce al pubblico una maggiore flessibilità nell’entrare e godere del franchise, non forzandolo – ma attirandolo – a peregrinazioni da un medium all’altro.

•           Ogni singolo segmento narrativo deve fornire il suo specifico contributo alla costruzione e comprensione del franchise (cd. additive comprehension): ogni singolo modulo narrativo, qualunque sia il canale distributivo da cui è veicolato, deve fornire uno specifico contributo alla costruzione del mondo finzionale del franchise, al contempo fornendo allo spettatore informazioni aggiuntive che gli consentano di comprendere sempre meglio aspetti eventualmente solo accennati in moduli narrativi veicolati su altri media.

•           Un testo crossmediale, nel suo disperdere informazioni su più canali, fornisce un set di ruoli ed obiettivi possibili al proprio pubblico: ogni spettatore può scegliersi un ruolo stanziale (decidendo quindi di non inseguire la narrazione da un medium all’altro) o un ruolo da esploratore,  con tutte le gradazioni intermedie che possono esserci fra questi due approcci, tra loro antitetici.

•           Il gigantismo narrativo: le estensioni crossmediali trovano sovente origine da sovraccarichi della storia originaria: queste saghe possono cioè presentare linee narrative che finiscono in vicoli ciechi, perché non sviluppate a sufficienza, o lasciate volutamente in sospeso per futuri sviluppi crossmediali, poi non realizzati. Quindi una forma di narrazione che spesso promette in eccesso, per mantenere poi solo parzialmente, anche in funzione del successo commerciale ottenuto da primi moduli narrativi distribuiti.

•           Le diramazioni crossmediali devono essere coerenti con il canone del franchise: perché il franchise riesca a fidelizzare il pubblico  e motivarlo a seguire la storia da un medium all’altro, è necessario che quanto raccontato in ogni segmento contribuisca alla costruzione di un mondo coerente. La forza centrifuga di un universo finzionale in crescita deve essere compensata da una tensione centripeta, verso un nucleo coerente…

A presto

Cor.P

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